I migranti bambini: politica, speranze, realtà

Nel 2021 le strutture hanno visto impennare il numero di migranti bambini in cerca di aiuto che varcano la frontiera da soli, i centri di accoglienza sono sovraffollati – fino al 363% nella Valle del Rio Grande. Questo porta a minori che versano in condizioni  precarie: affamati,  dormono per terra, doccia una volta alla settimana unico momento in cui è concesso vedere il sole dalla finestra. Questo riferiscono i legali dei bambini in custodia.  

Tolleranza zero: non si fanno sconti a nessuno

Questo problema nasce nel 2018, durante l’amministrazione del presidente americano Donald Trump, il quale aveva incentrato quasi totalmente la sua politica sulla questione della migrazione dal Sud del Messico e da altri stati del centro America, verso gli Usa.

FERRARA SI CONFRONTA SUI NUOVI PAESAGGI MIGRATORI Un convegno che diventa piazza dell'amicizia sociale - Ferraraitalia.it - Quotidiano di Ferrara - l'informazione verticaleIl tentativo di fermare o bloccare questo fenomeno fu il punto focale della politica di Trump: dalla costruzione del muro alla retorica successiva su Twitter, definendo la sua stessa politica di “tolleranza zero” verso qualsiasi minoranza.

In realtà si trattò di una serie di provvedimenti molto crudeli come ad esempio separare i bambini dalle famiglie e dalle stesse madri, i quali  si erano trovati di fatto a essere incarcerati e, in casi ancora più gravi, fu negata loro la supervisione di figure adulte generando così una situazione paradossale in cui bambini di dieci anni erano costretti a badare ad altri di due.

La foto che “ha fatto piangere l’America”

La diffusione della foto che ha fatto piangere l’America è  dovuta soprattutto al tweet di Jose Antonio Vargas, giornalista e regista di origini filippine.

La fotografia, scattata il 10 giugno 2018, mostra un bambino chiuso dall’autorità dell’immigrazione in una gabbia. Si tratta di una protesta allestita di fronte al municipio di Dallas per richiamare l’attenzione la pratica dell’amministrazione Trump. Laura Bush afferma -in un intervento sul Washington Post- che “questa politica di tolleranza zero è crudele. È immorale. E mi spezza il cuore”. La politica di “tolleranza zero” dell’amministrazione dell’ex presidente degli Usa, ha portato alla separazione di 2342 migranti bambini bisognosi dalle loro famiglie tra il 5 maggio e il 9 giugno 2018.

Le dure parole di Donald Trump

Il leader americano voleva far capire che “non si fanno sconti a nessuno”.grayscale photography of child walking on pavement

Tutti quei 2342 bambini in questo momento sono soli  in quanto non si riescono più a trovare i genitori che con molta probabilità sono stati deportati.

La risposta dall’ONU e Nazioni Unite

L’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Zeid Ràad Al Hussein ha chiesto agli Stati Uniti di sospendere una pratica ritenuta inammissibile. “Il pensiero che qualsiasi Stato cerchi di scoraggiare i genitori infliggendo questi abusi ai bambini è inammissibile” ha dichiarato.

Con Joe Biden è cambiato qualcosa?

Eppure con Biden sembra che la situazione si stia aggravando di nuovo per un aumento nel numero delle partenze. Dopo il lockdown, gli Stati Uniti d’America hanno subito un’impennata nel numero degli arrivi, più di 78.000 nel gennaio 2021 e oltre 100.000 nel febbraio 2021. Di questi 100.000 sono per lo più famiglie con bambini: un numero che è triplicato dallo scorso febbraio. Le famiglie – speranzose dopo le rassicurazioni di Biden – hanno iniziato di nuovo ad attraversare il Rio Grande.

Il presidente aveva promesso che accogliere i rifugiati sarebbe stato al centro della sua politica; così facendo ha direttamente incentivato queste famiglie ad attraversare il confine naturale che divide il Messico dal Texas. L’unico cambiamento sostanziale è per i minori non accompagnati, i bambini soli.

Un briciolo di speranza

Biden aveva definito le pratiche di governo di Donald Trump “una cosa vergognosa”, pertanto era atteso e prevedibile che intendesse non portarle avanti. Quando poi, nel gennaio 2021, una Corte di Appello ha acconsentito all’espatrio di questi bambini non accompagnati, l’amministrazione attuale ha deciso che avrebbe accolto i bambini e dato loro un sostegno prendendosene cura. Sono sorti subito i problemi: c’è stato un aumento sensibile del numero di minori che si presentavano da soli in frontiera. Si parla di bambini con un’età che oscilla dai cinque ai sette anni.

Il governo Biden ha fatto sapere di avere in custodia, presso le frontiere, circa quattordicimila minori non accompagnati. Il numero è aumentato per due ragioni: per fattori esterni come l’epidemia, la crisi, i due uragani che hanno colpito Honduras e Nicaragua e per la disponibilità mostrata dal presidente stesso. 

Alcuni, nel tentativo di trovare dei responsabili, puntano il dito contro i genitori dei bambini senza riuscire a  comprendere che questi sono chiari tentativi di disperazione. Un migrante è costretto a farlo proprio perché spinto dalla fame, dalla povertà, dalle carestie o, ancora, dalla mancanza di lavoro. 

Una soluzione parziale

Finalmente si è pensata una soluzione: far accomodare i bambini in strutture ricettive come alberghi o affittacamere così da tamponare momentaneamente il problema.

Si consideri anche che, con la pandemia, molti di questi hotel possono ospitare solo il 40-50% della loro capacità per mantenere il rispetto delle norme di distanziamento.

Il New York Times riporta che, in alcuni casi, i bambini starebbero dormendo su tappetini da palestra o addirittura in terra, e che passino molte settimane prima che arrivi il loro turno di lavarsi. Ciò che ci consola sono le parole del presidente americano il quale ha promesso che avrebbe rivisto le modalità per ottenere la cittadinanza tramite un percorso di naturalizzazione per i moltissimi migranti che vivono e lavorano legalmente sul suolo statunitense. 


FONTI

Wikipedia

Nbcnews

Nbcnews

Cnn

Avvenire.it

Voci globali.it 

 

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